etica

Come alcuni di voi già sapranno, sabato scorso ho partecipato a Esordire. Dire che è stata un’esperienza interessante sarebbe banale. Dire che mi sono goduto due giorni da scrittore vero (e chi conosce le vicissitudini de I fuochi sa cosa intendo) si avvicinerebbe di più alla realtà.

Bene. Dover lavorare al racconto per il torneo (che posterò presto) mi ha fatto riflettere. Ascoltare i consigli degli editor presenti alle Prove d’autore, anche di più. E quello che ho deciso è che sarò uno scrittore onesto. Da qui in poi. Niente più trucchi, né scorciatoie. Troppo banale? Proverò ad essere più profondo, allora. Ieri pomeriggio, nell’ozio del dopo pranzo, fumando una sigaretta sul balcone di mio padre, con il mio paese davanti – inciso nell’ambra di un pomeriggio invernale assolato – mi è balenata l’idea di scrivere un romanzo sulla tragedia del giorno. Un uomo avrebbe dovuto prendere la parola e raccontare cosa lo aveva portato alla decisione di uccidere i suoi cari – che giacevano, morti, al piano di sopra – prima di seguirli, all’ultima pagina. Mio fratello, oggi, mi ha detto di aver pensato a un romanzo in cui un giornalista di provincia indaga sulle ragioni che hanno portato un uomo comune a uccidere i suoi cari.

So, tanto per essere chiari, di avere gli strumenti per scrivere entrambi i potenziali romanzi ispirati alla strage di Verona. Ne ho i mezzi. Ho una voce adatta. Ho la giusta sensibilità. Ma non lo farò. E non solo perché sarebbe sciacallaggio. No. Non lo farò perché scriverei mosso da un pregiudizio, prima di tutto: che la ragione dell’irrompere della tragedia in una vita così perfetta, è proprio l’eccessiva perfezione. Sarei mosso dal mio pregiudizio – di bravo intellettuale – anti-borghese. E, quindi sarei falso. Questa la prima ragione. La seconda è che non tratterò più i Novissimi. Non voglio più farlo. Non commetterò più, ammesso che l’abbia fatto, omicidi di carta. Troppo facile uccidere senza sporcarsi. Oh, ci saranno comunque dei morti, nei miei futuri romanzi. E la Morte. Non può che essere così. Ma non ucciderò più nessuno. Mai più.

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One Response to etica

  1. LB says:

    Io invece pensavo di uccidere un sacco di bambini deficienti.

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