Magia nera

Accendo la TV. Su Ballarò – una volta tanto che il mio televisore mi fa vedere raitre – e trovo Zucconi che, con la sicumera irritante dell’uomo di mondo – e il sorrisino di sufficienza di prammatica – afferma: vivere al di sopra dei propri mezzi e comprare più di quanto ci si possa permettere ormai è necessario sennò torneremmo all’economia dei nostri nonni. Peccato che i nostri nonni – e i nostri genitori – vivendo al di sotto dei propri mezzi, risparmiando e producendo, abbiano costruito un’economia, si siano comprati delle case, ci abbiano nutrito e fatto studiare. E, soprattutto, peccato che l’affermazione non sia vera. Non è necessario. Nulla è necessario in economia (a meno di non essere davvero accecati da un’ideologia che sconfina spesso nel fideismo e credere davvero nella mano invisibile di Smith). L’hanno fatto diventare necessario. Perché, siamo seri, nessuno crederà mica che quello che sta succedendo è, davvero, naturale? e non l’effetto di un’economia drogata? Sul serio? qualcuno dirà, finalmente, come stanno le cose? Cerchiamo di capire cosa è successo, e perché. Proviamoci noi. Per farlo, dobbiamo partire da lontano. Dal 1971 quando a Camp David, Nixon (un caso?) rese nulli gli accordi di Bretton Woods (che erano merito anche di Keynes) che controllavano fin ad allora gli scambi monetari agganciando le valute al dollaro e questo all’oro. Da quel momento il dollaro non sarebbe più stato agganciato a nulla. Con una magia, i finanzieri americani avevano realizzato l’ultimo capolavoro del capitale: trasformare anche i soldi in una merce come un’altra. E capitalizzare il prestigio degli USA. Farne soldi. Tutto chiaro? Da quel momento il dollaro non valeva più un tot perché a Fort Knox c’era tot oro. Ma valeva quanto stabilito dal mercato (cioè, per essere chiari, da loro stessi). Tutto chiaro, fin qui? Bene, cosa succede adesso? Che il dollaro diventa mobile come non mai, prende, letteralmente il volo. Diventa, più che mai la moneta del commercio mondiale. Che, in quegli anni (e anche adesso) vuol dire comprare materie prime. E, in particolare il petrolio. Vi ricordate i petrodollari? Già il petrolio, praticamente da sempre, si compra in dollari (è il regalo che i Saud fecero ai loro amici WASP per avergli regalato l’Arabia al posto degli Hashemiti). Cosa significa? Semplice, che per comprare petrolio (dagli arabi) devi prima comprare dei dollari (dai Wasp). E, dunque, se il mercato vuole petrolio, come in questi anni, perché la produzione (la Cina, l’India, metteteci chi vi pare che produca ancora concretamente qualcosa) vuole petrolio, allora devi immettere sul mercato abbastanza dollari da poterlo comprare. Risultato: sempre più dollari (spinta inflazionistica) che varranno sempre meno (è per questo che Veltroni si è comprato l’appartamento a Manhattan) a un prezzo (eh, già, ricordatevi che ora sono una merce) sempre più alto. Risultato ultimo: Americani sul lastrico. Perché? E qui, se finora il discorso vi è parso un po’ astratto, aggiungiamo un po’ di astrazione ulteriore. Provo ad essere chiaro, e sintetico. Perché gli americani non producono più come una volta. Chi vuole esagerare dice che non producono più nulla (ma non è vero). Certo, però non sono più l’officina del mondo. E dunque? Dunque, da decenni, in America vige il fordismo, che non è solo il taylorismo applicato (come insegna Gramsci) ma l’idea che il lavoratore sia, anche, il primo consumatore dei propri prodotti. Stringendo molto: lo sfrutti come lavoratore e poi, dopo il 27 (due volte al mese, in America, dove si prendono le quindicine) lo sfrutti come acquirente. Un’altra magia dei finanzieri Wasp. Bene, ecco però che via via la produzione si delocalizza. Viene spostata dove il lavoro costa meno. Che fare, però per non perdere i soldi degli ex lavoratori che, non producendo più, in teoria non potrebbero più comprare? Facile (se sai fare le magie e questa è già la terza): continui a farlo comprare ma con soldi non suoi. E glieli vendi. Sono una merce, no? La terza magia della finanza americana è stata quella di vendere agli Americani i loro stessi dollari. Spietato e geniale. Non c’era da aspettarsi nulla di meno dai nipoti dei baron robbers. Ma ecco che la prima parte del nostro discorso e quest’ultima entrano in conflitto. E stridente. E come due venti contrari, si scontrano per gonfiare una nube e prima o poi generare un tornado (quello che stiamo vivendo). Il dollaro vale sempre meno (ce ne vogliono sempre di più per comprare le cose). Ci si indebita sempre di più. Che problema c’è? E’ pieno di gente che te lo dà. Ci sono così tanti dollari, in giro, che basta allungare la mano (strisciare la carta di credito) e i dollari arrivano. I cinesi, per esempio, non sanno che farsene, finito di comprare il petrolio, di tutti i dollari che hanno. Ma costa anche di più (anche perché, nel frattempo, bisogna ricomprarlo dai cinesi, dagli indiani, ecc.). Il crack è inevitabile. Eccola, la necessità di Zucconi. E ancora un paio di cosette. Visto che i soldi andavano piazzati, dati a tutti (anche a chi non poteva permetterseli, quei dollari) i banchieri americani si sono inventati i mutui subprime (cioè sotto la categoria minima), quelli dati a persone prive di garanzie. E poi si sono venduti i loro crediti inesigibili ad altri. Che li hanno venduti ad altri. Che li hanno venduti ad altri… Vi ricordate il crollo dell’economia albenese a causa del sistema piramidale (lo stesso di quelli che, qualche anno fa, vendevano i prodotti naturali porta a porta, quello)? La stessa cosa. La stessa identica cosa. Un ultima cosa e poi me ne vado a dormire. Quanto è successo dimostra vera un battuta che feci a mio fratello, parlando del familismo amorale di Edward Banfield. Era più o meno così: se due cugini dai lineamenti mediterranei, in canottiera, discutono al tavolo di un bar e si mettono d’accordo sul prezzo delle olive, gli inglesi lo chiamano familismo amorale. Mafia. Se due WASP, in completo a tre pezzi grigio, discutono davanti a un Islay, in un salotto chippendale, e organizzano un truffa, quello lo chiamano capitalismo.

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2 Responses to Magia nera

  1. mario schiavone says:

    Magia delle magie: gli umani hanno inventato un coccodrillo che ci sta mangiando tutti. E ogni padre di famiglia, come capitan uncino, vuole abbandonare la nave.

    Il coccodrillo beve una bevanda chiamata petrolio e mangia un tipo d’erba chiamato dollaro.
    Ogni capofamiglia è un potenziale capitan uncino terrorizzato dalla bestia.

    Stavolta Peter Pan non verrà a salvare nessuno. E i nostri figli saranno più stonati dei veri bambini smarriti.
    L’isola che non c’è si chiamerà, da oggi in poi, Isola del Libero Mercato che non c’è.

    Chiamate la mamma. Serve una favola nuova.
    Se la mamma non risponde Buona notte e buona fortuna, perchè i fantasmi di borsa stanno arrivando.

  2. In bocca al lupo per domani.

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