IV

January 12, 2012

Andare per i campi – un vecchio coltello
Il metallo pieno di luce
Per erbe amare come antichi ebrei
Per Pesach – per il Passaggio

(ecco, come sempre, l’impersonale che entra
con prepotenza in questa mia storia)

sacchetti di plastica azzurri
che galleggiano nell’aria

fiori gialli da non toccare
pena le unghie

e le case future come scheletri intorno


Da “C.”

December 21, 2011

I

Ci entri attraversando un confine di cemento
e ombra violacea
lungo la statale, verso Sud

da un lato lo sguardo si apre fino alla cinta delle montagne
dall’altro… (lo senti lo scarto,
come una sostanza sospesa nell’atmosfera?)

mentre corri lungo l’asfalto (liso, argento)
i platani mal potati come scolta

verso quella rete tramata di luce
della tua infanzia, nel cortile vuoto

Il primo ricordo
Immobile, fin troppo lucente

come una fotografia
mal fatta, sovraesposta
che ti attende

 

II
In lontananza i pioppi ritagliati
fremono metallici come sistri
dimenticati da qualche divinità di epoche passate

Ma questa non è terra da mitologia
è posto da pannocchie rubate
e mangiate abbrustolite su fuochi di sterpi
sotto i tigli lungo la ferrovia

Non si può cambiare il passato
ormai lo sai (te l’ho già detto che sei vecchio?), le cose come sono
ché quello della Parola è dono
che non ci è stato dato


I migliori scrittori italiani, oggi

December 10, 2009

1. Antonio Tarantino

2. Gipi

3. Alessandro Barbero

4. Roberto Calasso

5. Paolo Sorrentino

Neppure un romanziere? No, neppure un romanziere.


Un incontro formativo

November 25, 2009

Capita, a volte, di imbattersi in libri che ci interpellano. Libri che smuovono, davvero qualcosa, in noi – idee, sentimenti, spunti, riflessioni. E’ tanto più bello, quando accade, se accade in un periodo in cui – per pura assuefazione – ogni puntata in libreria si trasforma in una frustrante perdita di tempo. Capita che non ci interessi nulla – o quasi. E poi ci capita per le mani Ricordi tristi e civili di Garboli. Read the rest of this entry »


La cosa più allarmante del Grande Fratello

November 2, 2009

Come si è diffusa, questa retorica della sincerità che riempie di sé tutti i reality – in tutte le varianti? L’accusa peggiore – mossa in un luogo che fa dell’apparenza la sua stessa ragione d’essere – è quella di non essere sinceri. E la sincerità – e il suo lato meno comprensibile, per un vecchio piemontese come me, l’emotività – rovesciata nel suo opposto: un’esibizione autoptica dei propri, reali o meno, sentimenti, quasi che, proprio nella chiusura, nell’interiorità, si nascondesse la minaccia più grave contro di essa: infatti, la sincerità, senza un pubblico, non esiste.

Questa è certamente una spiegazione. Quella più banale – ma non meno vera – è semplicemente di coerenza con l’assunto: il reality si nutre di realtà; il pubblico premia i sinceri, l’ipocrisia viene smascherata, bla bla bla. Dunque ci troveremmo di fronte – sebbene possa risultare capzioso – a una sincerità strumentale.

Quale che sia la spiegazione giusta, resta il problema che i reality diffondono, tra le altre cose che non mi piacciono, un’idea fracassona e esibita della sincerità – una sincerità che va sbattuta in faccia, come un’arma impropria. La vita – per noi introversi, per noi orsi, per noi timidi – si fa sempre più dura.


Il fantasma

August 22, 2009

Il compito più difficile per chiunque scriva – per chi ha scritto, per chi sta scrivendo, per chi vuole scrivere – è precisarsi a se stessi, darsi una forma, mettersi a fuoco – per usare un’immagine della fotografia. Chiunque scriva, infatti, è abitato da un’ombra, da un fantasma. Read the rest of this entry »


Sul talento, l’ispirazione e il popolo (il primo Verdone e Stig Dagermann)

June 8, 2009

Ci sono artisti che hanno bisogno di un contatto diretto con il reale, per dare il meglio di sé. Hanno, quando va bene, un contatto diretto con il popolo (parola fuori moda che sta per: il ceto della gente che lavora ) al limite, sanno gettare delle occhiate, sguardi rapinosi, nella vita. Quando smettono di farlo, si perdono, letteralmente, inaridiscono – allora vedi la fatica, il girare a vuoto. Read the rest of this entry »